Intervista a Marco Elmo e Daniele Focarino Stampa E-mail
Lunedì 29 Maggio 2006 15:30

Da quanto tempo allevate il Dogo Argentino e come vi siete avvicinati a questa razza?
Da premettere che provengo da una famiglia i cui componenti erano appassionati e praticanti cacciatori, gli animali, specialmente i cani e in particolare i soggetti utilizzati per la caccia sono sempre stati presenti anche nella vita quotidiana. Questo ha portato ad avvicinarmi ed approfondire le caratteristiche sulla razza Dogo Argentino, come penso tanti, è riuscita a colpire per il suo portamento e fierezza che esprime, per cui me ne innamorai a prima vista. Oggi insieme al mio amico Daniele, anche lui proveniente da culture familiari simili, selezioniamo il Dogo Argentino. Entrambi abbiamo vedute proprie sulla razza, lui alla ricerca di soggetti molto rustici di buona stazza e proporzioni e di gran carattere io (Marco Elmo) orientato più verso soggetti di media statura sempre di gran carattere ma con una cura sui dettagli più marcata. Il nostro affisso “El Polivalente” è omologato dal 2004 teniamo e selezioniamo Dogo dal 1998, con cura e passione.

Quali sono i difetti fisici più comuni nei soggetti italiani?
Facendo una generale sintesi posso denotare che siamo giunti ad avere buonissimi soggetti la selezione procede per diversi aspetti in maniera regolare e precisa, tuttavia le diverse correnti di pensiero che sono presenti anche in Italia, le mode del momento, e le richieste commerciali in taluno o altro senso rendono per altri aspetti, disomogenei alcuni parametri tecnici dello standard e alcuni lati caratteriali non in linea con il cane cacciatore. In generale, così come anche Daniele ha verificato, non ci sono difetti gravissimi se non nella chiusura prognata riscontrata più di frequente e nelle macchie di pelo del corpo poi forse non menzionato da molti come difetto, ci sono teste con canne nasali ondulate o musi addirittura a scendere aventi facce laterali troppo convergenti e labbro un po’ pendulo per il resto soggetti un po’ altini di statura, soggetti con poche armonie, un collo per taluni soggetti un po’ troppo arcuato simile agli alani, linee dorsali non corrette, posteriori dritti o vaccini.

Che criterio utilizzi per la selezione dei tuoi Dogos?
Non è facile fissare tutti i pregi ed evidenziarli con il tempo nelle discendenze soprattutto parlando in scala di omogeneità, in tutti gli allevamenti ci sono purtroppo soggetti di una cucciolata sopra la media, soggetti di punta e soggetti mediamente interessanti fino ad arrivare a valori più bassi. Questo dipende spesso dai criteri di selezione e dalla fortuna che ti assiste dall’accoppiamento fino ai 7-9 mesi di età dei cuccioli. C’è chi punta su incroci effettuati in ambito consanguineo altri magari ricorrono ad altre strategie ma in tutti i casi occorre sempre cautela poiché ci sono troppi fattori in gioco e bisogna prima considerare le caratteristiche dei progenitori, il grado di consanguineità del singolo genitore e quanto possa essere idoneo associandolo all’altro. Io personalmente non escludo nessuna metodologia in quanto ognuna di esse può essere idonea e fortunosa se le condizioni possono permetterlo, ma in generale do credito sicuramente ad accoppiamenti “aperti” tra genitori con progenie simili il più distante possibile. Ad ogni modo quello che mi preoccupa è sempre la salute dei cani... ultimamente si sentono sempre più lamentele di proprietari con problemi dovuti principalmente ad un sistema immunitario depresso, di allergie, intolleranze a determinati alimenti, dermatiti, per non parlare delle tare ereditarie.

Come definiresti il carattere del Dogo Argentino?
Il carattere del Dogo Argentino è sicuramente diverso da qualsiasi altra razza anche se per piccole sfumature può ricordarci qualcuna in particolare. Teniamo sempre conto che è una razza recente e nel suo dna ci sono geni di molte ben definite per cui è normale che in dettaglio possa esserci molta varietà e somiglianza. Per vie generali è un cane fiero non curante del pericolo un po’ testone e buono con chi gli sta accanto soprattutto quindi la famiglia, potrà presentarsi di volta in volta in base al soggetto un carattere più o meno sensibile ed estroverso più o meno possessivo e guardingo, ma in definitiva sicuramente sarà sempre un cane con un carattere sicuro che fa della sua audacia e forza le sue qualità migliori.

A chi consiglieresti l’acquisto di un Dogo Argentino e a chi invece lo sconsiglieresti?
Il Dogo Argentino è una razza particolare con tantissime qualità comportamentali ma proprio per la sua indole necessita di responsabilità ed esperienza. Per questo lo sconsiglio vivamente a chi ha avuto solo un cane o addirittura nessuno, quindi privo di conoscenza cinofila, sconsiglio vivamente per coloro che desiderano tenerlo in un appartamento o in un piccolo giardino poiché è un cane che necessità molto moto. Vero è che riesce sempre a sorprendere per la sua duttilità e dedizione al padrone ma non dimentichiamoci che è fondamentalmente un cane da caccia grossa selezionato per essere pronto principalmente alla corsa e alla presa. Compagnia, guardia, difesa o compiti più specifici, sono tutte mansioni che possono essere svolte tranquillamente ma sempre con una sana ginnastica psicofisica.

Qual è l’obbiettivo che vuoi raggiungere nella selezione della razza?
Lo Standard o gli Standard parlano chiaro. Un Dogo deve essere un concentrato di muscoli su una struttura compatta e proporzionata di media altezza con una testa ben sviluppata e quadrata con un profilo concavo-convesso. Un carattere socievole, coraggioso, forte. Questa è la descrizione generale di quello che ci trasmette e che deve essere un Dogo a primo impatto. Parlando di selezione il primo punto che mi viene in mente è avere cani sempre in piena salute, quindi avere soggetti sempre rustici e inossidabili nel tempo, altra cosa è ottenere soggetti non solo tipici con una bella testa buone proporzioni, angolazioni e tutto, ma anche omogenei, c’è ancora troppa diversità di tipo tra gli stessi soggetti di una linea figuriamoci tra il confronto di diverse. Sono questi i punti su cui stiamo lavorando, rendere i nostri cani quanto più vicino allo standard e mantenere la rusticità e il temperamento marcato nelle progenie.

Quali sono i soggetti che più si avvicinano al tuo Dogo ideale?
Ne esistono diversi, ognuno di essi racchiude qualità eccelse superiori a qualsiasi altro soggetto. Purtroppo non esiste un Dogo perfetto su tutti i punti di vista ma ottimi soggetti con qualità eccelse che li rendono unici. Del passato più o meno recente ricordo April Apple de Agallas, Toro Viejo de el Tumi, Estuque de Santa Isabel, Indio del Litoral, Catriela di Ña Pancha, Don Torquato e Talisman de la Vieja Diana, Bombon ed India de los Medanos, Carancho de Antares, Taina del Totoral, Baron de la Herencia. Oggi in generale ritroviamo numerosissimi soggetti di punta di grande valore provenienti da ceppi dei cani menzionati, ce ne sono per fortuna moltissimi ed ognuno spettacolare per le sua qualità.

Come vedi la situazione in Argentina e quali sono i migliori allevamenti in questo momento?
Con la crisi che ha colpito il paese anche la selezione ne ha risentito un poco e si è puntato più sul commercio indiscriminato che sul fare veramente cani di qualità, non tutti gli allevamenti hanno ceduto completamente e diversi hanno cercato e cercano di mantenere numero alle cucciolate, dando alla luce anche soggetti di punta. I migliori in continuità, numero e qualità: Ackon Kahuak, Del Huaico, Los Quilmes, Audacity, Bravoure Blance e jauria Brava, Dona Arcelia, El Do Yel, Manto Blanco. Ad ogni modo in Italia ci sono oggi numerosi allevamenti che non hanno nulla da invidiare ai Dogo di altre nazioni.

Si parla spesso di Dogo Cacciatore, Dogo Guardiano, Dogo da difesa o addirittura da utilità, da impiegare nella protezione civile. Come vedi tutte nuove "figure professionali" ?
Beh in Italia e in alcuni paesi europei sicuramente i compiti reali del Dogo sono sostanzialmente altri rispetto a quelli che dovrebbe essere... sarà forse che esiste un divieto di caccia, sarà che c’è anche una cultura diversa, o semplicemente non si vuole, ma tutto questo porta inesorabilmente a renderlo simile a moltissime altre razze impiegate per scopi come guardia difesa e compagnia. Credo che debba essere riportato nel suo gruppo d’origine mantenendo quella ginnastica funzionale di cui si menziona di continuo.

Siamo arrivati alla fine della nostra chiacchierata. Prima di lasciarci, hai qualcosa di cui non abbiamo parlato che reputi importante ricordare?
Vorrei soltanto evidenziare riflettendo con rabbia, rammarico e delusione quante vicissitudini in questi ultimi tempi siano capitate a scapito della razza. Parlo dei conflitti vari che emergono di volta in volta in Italia e nel mondo in expo e per le expo, tra i club, le organizzazioni, tra i presunti appassionati e i vari affamati di potere e notorietà.

 
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