Taglia e peso del Dogo Argentino Stampa E-mail
Venerdì 21 Aprile 2006 14:02

Dr. Massimo Inzoli - Forum D.A.C.I.

Tema di discussione degli ultimi anni, oltre al problema della dentizione, è stato da parte di appassionati ed esperti il problema della taglia del nostro amico Dogo. Il problema nasceva dal fatto che il primo standard omologato dalla F.C.I. dava come misura minima 60 cm. e come massima 65 senza tenere conto del dimorfismo sessuale. Nella realtà queste misure venivano abbondantemente superate da soggetti maschi premiati sui ring di mezzo mondo che arrivavano ai 70 cm al garrese creando non poca confusione in coloro che seguivano la razza. Ma proviamo a fare un passo indietro.

Nel 1947 il creatore della razza, Antonio Nores Martinez, pubblicava lo standard definitivo della sua nuova creatura sul numero di Maggio della rivista Diana. In questo progetto di standard non veniva fatta alcuna menzione della taglia che doveva avere il Dogo. Questo importantissimo dettaglio è possibile verificarlo, in quanto sul libro del recentemente scomparso maestro Ruben Passet Lastra, è riprodotta fotograficamente la copia, autenticata da un notaio Argentino, di questo primo standard. L’unico riferimento che fa il Dr. Antonio Nores Martines circa la taglia si trova inserita nel commento che precedeva questo standard, dove il cinognosta diceva:” ho cercato che il Dogo Argentino fosse un mesomorfo o normotipo ed un macrotalico, preferendo quelli di maggior taglia, cioè, un cane pesante tra quelli da presa”.

Successivamente, a causa di una rapina finita in tragedia, il Dr. Antonio mori’ e come sappiamo le redini della razza vennero riprese dal fratello Agustin, che recuperò il lavoro del fratello ed a cui dobbiamo il Dogo Argentino come ora lo conosciamo. Augustin Nores Martines si occupò della redazione definitiva dello standard che è poi quello che è stato in vigore fino a pochi anni addietro. In questo standard appare per la prima volta il riferimento all’altezza al garrese del dogo: 60-65 cm.

Nel libro dello stesso Augustin Nores Martines “Historia del Dogo Argentino”, pubblicato successivamente all’omologazione dello standard da parte della F.C.I. , l’autore pentito e quasi a volersi scusare precisa :”questa altezza da 60 a 65 centrimetri che io misi era semplicemente enunciativa, però non avrei mai pensato che sarebbe stata interpretata come un bavaglio o clichè dai giudici. Mai avrei pensato che lo avrebbero interpretato tanto rigidamente, fino al punto che ho visto squalificare splendidi esemplari che eccedevano pochi centimetri dai 65 che in modo enunciativo e come guida per il giudice, misi nello standard che mi fu approvato dalla F.C.A. E’ per questo urgente che le istituzioni che realmente vogliono bene al Dogo Argentino, per i fini che ci siamo proposti con mio fratello Antonio da più di 50 anni, modifichino lo standard, elevando l’altezza al garrese almeno a 70 centimetri. Come indicazione che possa imporsi come buon criterio mi basterebbe segnalare a Tilcara, Campione Mondiale che è intorno ai 68 e suo figlio Blanco Aluminè, premiato moltissime volte in questi ultimi tempi e che risulto’ migliore nella esposizione Can.78 che deve superare i 68 centimetri.”

Le uniche indicazioni certe del primo standard di Antonio sulla taglia erano “macrotalico”. Ora la parola macrotalico significa chiaramente di grande taglia, sempre Antonio nello stesso lavoro lo definisce: “quelli che hanno una grande taglia”. Evitando di propinarvi le tabelle comparative delle altezze di riferimento di altre razze canine considerate grandi, cosa che peraltro ha già fatto in maniera esaustiva Don Passet Lastra nel suo “ Nuestro perro Dogo Argentino”, appare chiaro ed evidente che un Dogo Argentino maschio e correttamente macrotalico dovrebbe avere una altezza al garrese superiore ai 60-65 considerati dal vecchio standard. Inoltre una seppur breve ma precisa serie di misurazioni effettuate su esemplari Argentini è possibile incontrarla nel libro “Todo acerca del Dogo Argentino” di V.Valino, ed anche qui si ricavano delle misure decisamente superiori al vecchio standard. A proposito del Dr. Valino, per onor di completezza di informazione bisogna dire che anche lui, nello stesso lavoro menzionato sopra, dava delle indicazioni precise di riferimento per l’altezza del Dogo e più precisamente: 60/63 per le femmine e 63/70 per i maschi.

Nel 1993 un primo progetto di standard del Dogo Argentino redatto dal Dr.Moreno, a proposito della altezza, riportava 60/65 per le femmine e 63/67 maschi. Ma anche queste indicazioni diventarono ben presto lettera morta in quanto, dopo aspre battaglie in seno al club del Dogo di Bs.As. ed alla F.C.A., finalmente in data 19 Febbraio 1997 viene presentato alla F.C.I. un secondo progetto di Standard del Dogo Argentino. Questa nuova stesura riportava alla voce altezza le seguenti misure: 60/65 per le femmine e 63/67.5 per i maschi.

Da quanto sopra esposto emergono delle conclusioni interessanti:

  1. tutti gli autori citati erano concordi nel porre un limite minimo non inferiore 60 cm per le femmine e di 63 cm per i maschi.
  2. tutti gli autori citati evidenziavano la necessità di una differenziazione della taglia basata sul dimorfismo sessuale
  3. tutti gli autori citati esprimevano la necessità di elevare il limite massimo della taglia dei soggetti di sesso maschile da un minimo di 2 ad un massimo di 5 cm rispetto al vecchio standard.

Il nuovo standard ha messo definitivamente un punto stabilendo che l’altezza al garrese nelle femmine dovrà essere compresa tra 60 e 65 cm mentre per i maschi sarà compresa tra 62 e 68 cm. Sono delle enunciazioni molto chiare in cui gli spazi interpretativi nel concreto sono molto pochi. Ripeto però che è più importante che il soggetto mantenga quella giusta armonia, proporzione e sostanza che sono condizioni primarie ed essenziali di tipicità, piuttosto che fissarsi sul centimetro in più od in meno.

Una parola in ultimo sull’impronta. Si definisce un soggetto avente una impronta corretta quello in cui i caratteri sessuali secondari sono ben evidenti. I caratteri sessuali primari come sappiamo sono quelli propri degli organi genitali esterni mentre i caratteri sessuali secondari sono quelli regolati dalle ghiandole a secrezione interna e danno al soggetto il suo giusto dimorfismo sessuale. Nei soggetti maschi si avrà quindi: un formato maggiore, una maggiore sostanza, una testa leggermente più grossa, una pelle più spessa ed una prevalenza del treno anteriore su quello posteriore. Al contrario in un soggetto giustamente femminile avremo una ossatura leggermente più sottile, una pelle più sottile, una testa più piccola, un formato più piccolo ed una prevalenza del treno posteriore su quello anteriore. Il bacino sarà quindi leggermente più largo in proporzione all’anteriore. Non trova giustificazione l’affermazione che nelle femmine si dovrebbe tollerare una regione lombare più lunga in quanto favorirebbe una più comoda allocazione dei cuccioli in una eventuale gravidanza.

Lo standard non da delle indicazioni circa il peso che debbono avere i soggetti esaminati. Il peso di un soggetto di altezza media in forma fisica corretta dovrebbe aggirarsi sui 0,750 grammi per centimetro di altezza al garrese per i maschi e 0,660 per le femmine.

 
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